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Aree naturali, centri e musei
“SE LA LUCE FOSSE LENTA” PDF Stampa E-mail
Scritto da Mattei - Zanobi   
Giovedì 15 Febbraio 2018 13:54

Con la mostra “Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein” il MAXXI ci offre la possibilità di esplorare tra arte e scienza concetti scientifici basilari, non solo della fisica, attraverso le installazioni dell’argentino Tomàs Saraceno e laboratori organizzati per il pubblico su vari temi, tra cui “Se la luce fosse lenta”.

La prima opera della mostra è una tela di ragno, che rappresenta le dimensioni Spazio-Tempo. Dopo di che si può ammirare la riproduzione in scala dell’interferometro Virgo, presente a Pisa, grazie al quale il 14 Agosto del 2017 è stata provata per la prima volta l’esistenza delle onde gravitazionali, solo ipotizzata fino ad allora. Nella mostra è contenuto anche uno degli specchi usati durante questo esperimento.

Si arriva quindi a una stanza in cui, grazie alle masse corporee di ogni individuo che vi entra, si creano distorsioni dell’universo sul muro e c’è poi un semplice esperimento con alcune bilie per dimostrare l’effetto delle orbite e dei buchi neri.

Successivamente si assiste a un primo “filmato” dell’Universo a 270.000 anni luce da noi, quindi a 1 fotogramma all’anno, così lento da sembrare impercettibile all’occhio umano, e a un secondo filmato sulla storia di un pappagallo capace secondo alcuni studiosi non solo di ripetere le cose, ma di capirne anche il significato. Fatto in parte dimostrato dall’avere il pappagallo detto al suo padrone “ti voglio bene” il giorno prima di morire. In particolare questa storia serve a far capire l’incredulità degli umani che prima cercano forme di vita intelligenti come loro e poi non ci credono.

L’ultima stanza è dedicata a un esperimento di due studiosi che per primi hanno captato le onde radio emesse dalla galassia.

 

Andrea Mattei – Alice Zanobi

Classe IV C Liceo Linguistico

IIS Braschi – Quarenghi di Subiaco (Roma)

 

CHE COSA ABBIAMO VISITATO: 
MOSTRA “GRAVITY” – LABORATORIO “SELA LUCE FOSSE LENTA”

presso il Museo MAXXI di "Palazzo delle Esposizioni" di Roma 
Indirizzo: Via Guido Reni 4/A, Roma
2 dicembre 2017 – 29 aprile 2018

 
La prima via Francigena e il Celio: un percorso da (ri)scoprire e tutelare PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Settembre 2016 19:12

Il 19 settembre ho avuto il piacere di partecipare a uno dei numerosi walkabout di Urban Experience. La passeggiata, organizzata insieme all'Associazione Progetto Celio, mi ha permesso di esplorare e ascoltare, ma anche di scambiare idee con altri partecipanti e di conoscere nuove proposte per la città.   

Lo scopo era quello di valorizzare e guardare con occhio critico i magnifici percorsi offerti dal Rione Celio, quartiere a due passi dal Colosseo. Da qui partiva la prima via Francigena, da secoli punto di riferimento per migliaia di pellegrini. Ad accompagnarci durante questa avventura, offrendo molti spunti interessanti e nozioni sulla zona, Paolo Gelsomini (Progetto Celio) e Carlo Infante (Urban Experience). 

Pro: la zona è splendida, si respira storia a ogni passo, perfetta per una giornata all'aria aperta. Contro: ci troviamo di fronte a un'escursione "Work in Progress". Come percorso non è segnalato, tanto meno trattato come tale. Il tram 3 che scende da una curva con scarsa visibilità della strada sicuramente non è un incentivo. Il degrado purtroppo molto evidente nelle varie zone di verde, potenzialmente sensazionali, toglie gran parte dell'effetto "wow!". E, per finire, lo stato di abbandono in cui versa l'Antiquarium Comunale - concepito come magazzino dei beni archeologici e situato di fronte al Casino Salvi, indicato dal Comune di Roma come il nuovo Antiquarium, ma anch'esso chiuso - contribuisce a far sembrare il complesso una qualsiasi periferia abbandonata a se stessa. 

Eppure, se solo alziamo lo sguardo ci rendiamo conto che ci troviamo all'ombra del Colosseo e non in un posto qualunque. E basta un attimo per comprendere le possibilità che potrebbe offrire un posto così interessante e misterioso. In presenza di tanti pericoli e distrazioni le sue potenzialità sono però minimizzate. Se ci sentiamo particolarmente critici, distrutte.

Pensare che ci vorrebbe poco per riqualificare la zona è allo stesso tempo motivante (per le opportunità di crescita) e demoralizzante (per lo scarso interesse dei responsabili). Mentre si attende un cambiamento, quello che noi cittadini possiamo fare è prendere coscienza di ciò che ci circonda, proteggerlo e apprezzarlo. E da questo punto punto di vista Progetto Celio e Urban Experience stanno già facendo moltissimo.


Giuliana Britti
Classe V Liceo Artistico

Istituto Confalonieri - De Chirico, Roma


 
LA CAMPAGNA IN CITTA' PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucia Carsetti   
Giovedì 17 Marzo 2011 17:59
Lo sapevate che a Roma, precisamente in via S. Teodoro 74 (vicino al Circo Massimo) e nella struttura dell'ex-Mattatoio di Testaccio, ci sono due Farmers Market? Già, perché Roma, nonostante i problemi legati al traffico, agli scioperi e, ahimé, all'inquinamento, è tra i comuni agricoli più grandi d'Europa.

I Farmers Market sono mercati di agricoltori in cui si effettua la vendita diretta produttore-consumatore, tagliando le intermediazioni, per offrire ai cittadini qualità e convenienza, garantendo agli agricoltori più potere contrattuale. La Fondazione Campagna Amica fa parte del progetto della costruzione di una filiera agricola tutta italiana e cerca di promuovere la rete di mercati di agricoltori come quello del Circo Massimo, che si tiene tutti i weekend.
All'ingresso del locale sventolano due bandiere dell'Associazione: sono gialle, proprio come gialli sono i "carretti" dei commercianti. Il calore salta subito agli occhi mettendo di buonumore il potenziale cliente e, a rendere l'ambiente più vivace, sono ovviamente i colori dei prodotti in vendita: frutta e verdura rigorosamente di stagione, olio extra-vergine di oliva, salumi, formaggi tipici ... I produttori vengono dalle campagne laziali e offrono al pubblico cibi freschi e genuini a un giusto prezzo!
C'è addirittura il banco del pesce proveniente da Anzio e in un angolo un distributore di latte!
L'aria è piena di profumi che "stuzzicano" l'appetito ... e i commercianti, forse consapevoli di ciò, permettono piccole degustazioni che rivelano la bontà del prodotto: per i più affamati meglio un panino con la porchetta!
farmersmarket3L'atmosfera non è quella dei comuni mercati, ma sembra di essere a una fiera di paese, lontano dal caos e dallo stress cittadino: tutti sono gentili e cordiali, i bambini si rincorrono ridendo ... fare la spesa diventa un piacere!
Il proprietario dell'azienda agricola "Reda Giuseppina" invita chi si avvicina al suo banco ad assaggiare i particolari accostamenti di formaggi e marmellate preparate dalla moglie. Posso assicurarvi che sono tutte eccezionali, ma, come lui stesso confessa, il classico "sapore antico" del cacio con le pere è insuperabile! D'altronde la gastronomia laziale è molto legata ai gusti e agli usi dei contadini con preparazioni spesso caratterizzate da ingredienti molto poveri.

A metà strada tra il Circo Massimo e il Mattatoio è situato il mercato rionale di Testaccio, rinomato per il suo rilievo storico e la sua ubicazione. Anche qui la vendita diretta è possibile in alcuni banchi, come quello dei fruttivendoli-agricoltori Tommaso e Rosa che portano i loro prodotti dalla campagna di Fondi. Oltre ai banchi di frutta e verdura, all'interno c'è il settore delle scarpe, quello della carne, quello del pesce... Il mercato di Testaccio nel corso del 2011 verrà trasferito in una costruzione vicina al Mattatoio, la quale avrà meno l'aspetto del mercato caratteristico e sarà più simile a un moderno "centro commerciale". Alcuni commercianti, come il pescivendolo Vittorio, sono critici al riguardo: " Il mercato è da sempre stato questo, e se viene spostato non sarà più lo stesso! ". Altri sono favorevoli allo spostamento.

farmersmarket5Il Farmers Market del Mattatoio si tiene solo il terzo sabato del mese: troppo poco per permettere alle persone di mangiare tutti i giorni, fino alla spesa successiva, prodotti più naturali.
Abitualmente è aperto un piccolo supermercato biologico, ma la differenza con il Farmers Market è notevole: pasta imbustata sugli scaffali, formaggi sottovuoto, carne nel banco frigo ... e i prezzi non sono più così convenienti. D'altro canto, la distribuzione di detersivo alla spina e la vendita di posate bio contribuiscono a limitare i rifiuti da smaltire.
Tenendo conto dell'importanza della sostenibilità ambientale e della crescente domanda di cibo veramente italiano e genuino c'è da sperare che la rete dei punti vendita di Campagna Amica possa riappropriarsi di quella porzione di mercato nella quale si sono imposti i grandi supermercati.
 
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