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Echi dal Festival
MUSICA E PAROLE: UNA GIORNATA ALL'AUDITORIUM CON ROBERTO VECCHIONI PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Fioroni   
Venerdì 24 Gennaio 2014 07:00
20.000 spettatori paganti nel 2006, ora più di 40.000. Questi i numeri sorprendenti che il Festival delle Scienze, giunto alla sua nona edizione, mostra orgoglioso all'inizio della giornata in cui si parlerà dei linguaggi. Chomsky, Vecchioni e altri ospiti illustri avranno il compito di spiegare questo mistero sfuggente che è la nostra lingua, e oggi è toccato al "Professore" spiegare il suo concetto di linguaggio, inaugurando il Festival in un incontro con le scuole superiori.
"Qui,non stiamo facendo assolutamente niente di importante. Qui facciamo cultura, le cose importanti sono altre, i soldi, la fama, quindi stiamo solo perdendo tempo". Inizia con una sottile stoccata alla società odierna in una sala piena di studenti il discorso di Roberto Vecchioni che all'Auditorium di Roma ha aperto il Festival delle Scienze con un monologo sul linguaggio e le sue radici millenarie.
"La mia passione è la linguistica: la mia più grande passione, che mi fa amare sempre più l'Italia": in un mondo governato da Internet e dal suo linguaggio frenetico,Vecchioni traccia un iter pragmatico e metodico di ciò che ha permesso al genere umano di evolversi e di capire ciò che lo circonda, le parole. Il Professore impugna per una buona ora il microfono, come fosse la sua arma migliore, come fosse un pennello simbolico che traccia nelle nostre pensierose e grigie menti lingue di colori accesi, che vanno dai toni caldi e simbolici delle terre australiane a quelli monumentali e granitici della Grecia classica, cercando di spiegare come il nostro modo di parlare e di conseguenza di rapportarci con l'ambiente esterno siano mutati con il passare del tempo. Ma il Professore, ora diventato artista, ci parla anche del rapporto simbiotico che intercorre tra la musica e le parole. Un intreccio naturale e mistico che ha portato l'uomo a cantare prima per i suoi dei e poi per i suoi simili, che fosse nelle caverne o in un teatro classicheggiante. Insomma, come dice Vecchioni, siamo fatti di musica e di parole. E nonostante si sappia così tanto sul nostro linguaggio, ignoriamo che fermarci alla mera superficie delle parole, senza coglierne l'aspetto storico o le loro origini, è un costante limite alla nostra spasmodica ricerca di noi stessi. Capire cosa diciamo per capire cosa vogliamo.

Classe VA TGP - IIS Confalonieri - De Chirico, Roma 

A CHE COSA ABBIAMO ASSISTITO:
"I Linguaggi" FESTIVAL DELLE SCIENZE 2014

Giovedì 24 gennaio 2014 ore 10.30
Auditorium - Parco della Musica di Roma, Sala Petrassi

 
" LA FELICITA' " FESTIVAL DELLE SCIENZE DI ROMA 2013 PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Gennaio 2013 17:02
In occasione dell'ottava edizione del Festival delle Scienze di Roma (Auditorium Parco della Musica, 17-20 gennaio 2013) pubblichiamo le impressioni del prof. Sergio Savarino del Liceo Cavour di Roma, che ha stimolato l'interesse dei suoi studenti per la partecipazione alla Redazione 100 classi e l'attività presso il Festival fin dalla prima edizione del 2006. Alle sue impressioni si accompagnano quelle dei suoi studenti, brevemente raccontate nella clip "Felicità è anche un festival !!!"
 
AL FESTIVAL PER VIAGGIARE NEL TEMPO PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Ottaviani   
Venerdì 20 Gennaio 2012 13:36

Dal 19 al 22 gennaio 2012 nell’Auditorium Parco della Musica di Roma si è svolto il settimo Festival delle Scienze. Quest’anno è stato trattato il tema del tempo, affascinante soggetto esplorato in conferenze, concerti e spettacoli.
Il 19 gennaio, giornata dedicata alle scuole, si è parlato di viaggi nel tempo e si è spiegato che creare una macchina del tempo è impossibile. Ci sono anche leggi in natura che possono spiegare il perché, ma ancora non si possono dare risposte chiare. Alle classi partecipanti la manifestazione ha proposto la proiezione di due film: “Primer” di Shane Carruth e “Un amore all’improvviso” di Robert Schwentke.
In “Primer” due giovani ingegneri dipendenti di una ditta privata di informatica realizzano con elementi presi a prestito dal laboratorio un dispositivo che si rivelerà essere una macchina del tempo, mentre “Un amore all’improvviso” racconta la storia di Henry, un bibliotecario che soffre di una malattia genetica la quale lo porta a viaggiare nel tempo, specialmente quando è sotto stress. I viaggi di Henry possono durare anche lunghi periodi, mettendo a rischio il suo amore con la moglie Claire, che l'uomo ha modo di conoscere durante i suoi viaggi quando la donna è solo una bambina di sei anni. La figlia che nasce dal loro amore soffre della stessa malattia del padre e riesce a decidere dove viaggiare nel tempo solamente cantando. Ovviamente Henry nel corso delle sue avventure viene a conoscenza anche della sua morte prematura.
Il film di Schwentke ha catturato l’attenzione di gran parte di noi studenti grazie al susseguirsi degli eventi e alla trama insolita, caratterizzata da sbalzi temporali, ognuno condizionato dall’altro. Ci ha fatto riflettere sul fatto che ogni avvenimento di cui siamo partecipi in prima persona è principalmente la conseguenza delle nostre azioni, che determinano il nostro futuro.


Classe IV B Informatica - ITIS "L. Trafelli" di Nettuno


A CHE COSA ABBIAMO ASSISTITO: 
"IL TEMPO" FESTIVAL DELLE SCIENZE 2012
Giovedì 19 gennaio 2012 
Indirizzo: Auditorium - Parco della Musica di Roma
 
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